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Paragrafo 8 . Gli scopi e i limiti del riformismo.


Il  campo nel quale si vararono i provvedimenti pi radicali, in  tono
con   la   filosofia   illuministica,   fu   quello   della   politica
ecclesiastica.
     Il  rapporto  fra  gli  stati  cattolici  e  la  Chiesa  mut  in
profondit.  Con  il  delinearsi  degli  stati  assoluti  si   afferm
definitivamente  il  giurisdizionalismo, una dottrina  che  proclamava
l'assoggettamento allo stato non soltanto dei sudditi laici, ma  anche
di   quelli  ecclesiastici,  i  quali  costituivano  invece  un  mondo
giuridico ed economico a parte, facente capo a Roma.
     Intanto   continuava  a  sopravvivere,  ed  anzi  si  rafforzava,
nonostante  fosse stata oggetto di pesanti persecuzioni  da  parte  di
Luigi  quattordicesimo,  la corrente cattolica  del  Giansenismo,  che
predicava  una  religiosit improntata a un severo  rigorismo  morale,
alla  semplicit  ed  all'interiorit  e  che  contribuiva  perci   a
diffondere il disprezzo per i fasti della Chiesa e dei suoi ministri.
     Gli  esponenti  di  spicco della Controriforma,  i  gesuiti,  che
guidavano   l'Inquisizione,  controllavano   l'istruzione   e   spesso
rappresentavano  la  schiera dei pi ascoltati  consiglieri  di  re  e
principi,  furono  oggetto  di repressione e  infine  scacciati  dalla
maggior parte dei paesi cattolici, a partire da Portogallo, Francia  e
Spagna.  I  loro  beni,  ma anche quelli degli altri  ordini  regolari
contemplativi,  ritenuti  oziosi, vennero sequestrati  e  venduti.  Si
cerc  di  colpire comunque tutta la propriet ecclesiastica, abolendo
la "manomorta" (il diritto all'inalienabilit dei possessi religiosi),
in modo da permettere una maggiore circolazione della terra ed una sua
messa a frutto da parte di nuovi proprietari.
     In  linea con l'ideale della tolleranza, regni come la Prussia  e
l'Austria  accettarono  sul proprio territorio  la  pratica  di  altre
dottrine religiose.
     
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     L'istruzione,  sottratta  ai gesuiti ed  agli  ecclesiastici,  fu
gestita direttamente dagli stati, anche se un tale tentativo non  ebbe
sempre  l'effetto sperato; celebre fu a questo proposito l'istituzione
in   Prussia,  da  parte  di  Federico  secondo,  della  prima  scuola
elementare obbligatoria in Europa.
     Insieme al ridimensionamento dei privilegi ecclesiastici si  pose
mano,    soprattutto   nei   possedimenti   asburgici,   al   riordino
dell'amministrazione   statale,  per   eliminare   poteri   locali   e
particolarismi, privilegi giuridici e fiscali.
     Si  riorganizz  innanzitutto la macchina governativa  per  farla
funzionare   meglio,   suddividendola  in  una  sorta   di   dicasteri
specializzati (della guerra, della finanza, della giustizia eccetera),
che  prefiguravano  quelli  che sarebbero diventati  nell'Ottocento  i
ministeri.
     Si  vararono  inoltre codici civili e giudiziari  unificati,  che
abbattessero gli arbitri feudali e valessero per tutti i cittadini.
     Una  particolare  attenzione fu rivolta ai  problemi  finanziari;
tutte   le   propriet,  anche  quelle  nobiliari,  furono  finalmente
inventariate attraverso i catasti, per essere sottoposte a tassazione,
come quelle degli altri ceti sociali.
     In  economia si tentarono caute aperture verso un certo liberismo
economico,   limitato  ai  prodotti  agricoli,  secondo  la   dottrina
fisiocratica;   ma   non  fu  abbandonato  del   tutto   quel   rigido
protezionismo  che  caratterizzava ormai da  secoli  l'economia  degli
stati.
     Le   intenzioni   dei   sovrani  illuminati  di   razionalizzare,
centralizzare  e  migliorare  i  loro  regni  secondo  le  idee  degli
intellettuali  illuministi non sempre andarono a  buon  fine.  Fra  le
intenzioni e le realizzazioni si frapposero le ambizioni dinastiche  e
le   supreme  finalit  degli  stati.  I  risultati,  perci,   furono
improntati spesso all'ambiguit ed all'incompiutezza.
     La  lotta all'oscurantismo religioso e il ridimensionamento delle
istituzioni   ecclesiastiche,  che  assunsero  in  Austria   un   tono
particolarmente  veemente,  determinarono  le  vibranti  proteste  del
popolo, che si vide privare dei suoi culti tradizionali.
     L'unificazione   giuridica  ed  amministrativa   provoc   invece
sollevazioni da parte delle regioni e dei regni autonomi, che furono a
stento  represse. La stessa imposizione del catasto fu  frenata  dalla
ostilit  dei  nobili, specialmente in quei paesi, come l'Austria,  in
cui  essi  rappresentavano  ancora  un  sostegno  indispensabile  alla
monarchia.
     Un    principe-filosofo    come    Federico    secondo,    spinto
dall'ambizione  del potere, non si perit di attaccare proditoriamente
l'impero  di  Maria  Teresa, per strapparle la  ricca  Slesia,  n  di
finalizzare l'obbligo dell'istruzione elementare, da lui introdotto, a
un inquadramento ideologico e militare della popolazione.
     Caterina   di   Russia,  infine,  non  riusc   assolutamente   a
ridimensionare il ruolo dell'aristocrazia ed a liberare i servi  della
gleba  dal  loro  giogo, come aveva desiderato in un primo  tempo;  la
sanguinosa  repressione  che il regime zarista  oper  per  sedare  la
rivolta contadina guidata dal cosacco Pugacv, che si considerava  la
reincarnazione  dello  zar  Pietro terzo, fu  seguita  da  una  svolta
autoritaria.
